"Forse... pant... pant...
forse ce la faccio..."
E' sempre dura risalire via Cesare Battisti sotto
l'afa estiva, ma il pendio diventa ancora più ripido
quando hai fretta e l'ansia ti attanaglia
L'anziano Pres arrancava sbuffante e smoccolante
per la vetusta strada che circonda le mura cittadine,
mentre si allacciava la camicia scura, lasciata
opportunamente in macchina, ma già madida di sudore
"cazz... forse da Mario avrei dovuto rinunciare al limone
e partire un po' prima.. il solito goloso..."
Certo, ti senti un po' merda, arrivi all'ultimo e vuoi far
vedere
che sei stato lì per tutto lo spettacolo.
Ma in fin dei conti è il quinto saggio dell'anno... echeppalle
Man mano che si avvicinava al teatro il Nostro tendeva i
padiglioni auricolari in cerca di qualsiasi messaggio
"silenzio?...
perchè non si sente la musica?...
oddìo... è finito... è finita...."
Gli scenari che ormai si prefiguravano erano i più catastrofici
la Camilla non gli avrebbe più rivolto parola,
la moje non sarebbe più stata carina con lui,
il cane avrebbe orinato sopra la sua collezione di cd.
Il pover'uomo varcava l'ingresso del Morlacchi alle 23.35
sfinito e ansimante.
E' in quel preciso momento che si rammentava che lo storico
teatro cittadino non è mai stato provvisto di aria condizionata.
La temperatura interna si avvicinava ai 50 gradi con
un'umidità interna degna del palazzetto di Sant'Erminio
Ma il nostro eroe ormai era deciso ad entrare e "gustarsi"
impudentemente quegli ultimi attimi a qualsiasi condizione
L'impiegata del botteghino sembrava stanca e un po' accigliata.
"cazz, mi guarda male....
mi guarda maleeee... lo sapevo... merda!!"
"pant...pant... E' già finito il saggio di danza?"
La signorina ammiccava alzando il sopracciglio
"guardi, è appena cominciato il secondo tempo,
ne avremo ancora per un paio d'ore"
"... eh, quando uno è fortunato...."
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"Il Pres e il Saggio"
miniracconto estivo
di Ettore Frangipane