E viene il giorno di maggio che i sette nani rifondaroli decidono di tentare la conquista della rocca albornoziana e si recano a bordo dei loro carri verso la cittadina di Spoledo.

Guidati dal saggio Bottolo, giocatore stanziale di tecnica modesta ma con grande Carisma (era così che era stata nomata la di lui panza) ci sono nell’ordine:

Pendolo, infaticabile cursore sotto le plance dotato di virtu’ molto piu’ appariscenti sotto la doccia che in campo (come si dice? nome omen);

Ricciolo, dalla grande abilità nei tagli verso il canestro e dalla chioma fluente;

Arfammelo, l’uomo che con sapiente tecnica sbaglia sempre la prima conclusione per mandare in sconcerto la difesa e poi recupera il rimbalzo e segna (????sarà?);

Sguinciolo, dotato di un mortifero tiro dall’angolo che per strana legge del contrappasso se scoccato da fronte canestro finisce sistematicamente nell’angolo destro del tabellone;

Ardammelo, il play geloso del pallone che ogni volta che da inzio ad uno schema pretende la restituzione della sfera nelle sue mani;

ed il giovane Minchiolo, il cui nome esotico tradisce chiaramente le sue origini mediterranee.

La partita inizia alle 21.15? Appuntamento alle 19.45 solito posto.

Si parte in sei alle 20.25 indecisi fino all’ultimo se tentare o no l’impresa.

Il settimo si muove da solo sul suo destriero in netto ritardo (si che gli altri ce l’hanno messa tutta per non farlo sentire una m…da).

Arrivo trafelati e dopo breve summit nello spogliatoio si decide per indossare la divisa blu per una serie di ottimi motivi:

Si comincia in sei: ma dov’è Sguinciolo?

Gli arbitri fischiano i tre minuti senza manco chiamare per il riconoscimento; “lsapemo chi siete ‘nve preoccupate!”.

Palla a due e i nostri glie danno sotto, come si dice tecnicamente “a granturco”.

In un amen (come dicono quelli su scai) sono già 5 a 4 grazie a una bomba di Ardammelo.

Arriva intanto il settimo nano. “Freghi per sbrigarmi mi sono già vestito giochiamo con la divisa bianca vero?” Manco per niente te devi pure cambiare e così gli altri in campo ad arrancare mentre gli avversari, in 15 sulla panchina, ruotano con le sostituzioni che è una bellezza.

Il lungo avversario ci fa matti non riusciamo a contenerlo in nessun modo però restiamo aggrappati alla partita e arriviamo alla metà dell’incontro sotto nel punteggio ma confortati dal gioco e dal gran culo di Minchiolo che segna una tripla da metà campo che gli arbitri convalidano anche se la sirena è suonata da un quarto d’ora.

Pausa ristoro e si riprende.

Arfammelo sta lavorando su una nuova tecnica che è quella di sbagliare ben due tiri e poi catturare il terzo rimbalzo e solo allora segnare; purtroppo ancora c’ha da studia sopra e quasi mai i suoi tentativi vanno a buon fine.

Però siamo lì. La squadra si aiuta, difende, impiccia, imbroglia, gira la palla, muove la difesa, si muove in attacco e non prende quasi mai tiri forzati: meno 6 meno 3 meno 7 però siamo lì.

Alla fine comunque i nostri eroi non ce la fanno e pagano in lucidità in attacco il grandissimo lavoro (anche se i più lo definirebbero mazzo) che si fa in difesa.

La partita si chiude a meno 10.

Mi pare 66 a 56, potrei sbagliare ma tant’è.

Soddisfatti della prestazione di tutti e rammaricati per qualche tiro di troppo che non è voluto entrare.

Si riprende la strada di Perugia con una fame della madonna: a casa cè chi è atteso da una fettina al vapore, chi da uno spezzatino coi piselli, chi da du’ fette de pane e quattro salciccie sciucche.


Oh! ‘nce crederete…. c’era anche Biancaneve ed è voluta argì con Pendolo!


Ora e sempre Forza Rif.Sal.!



P.S. – Vediamo chi è il primo a riconoscere i giocatori!